Cobra Kai. La miglior serie del 2018

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Non è la prima volta che si cerca di riesumare un titolo del passato per adattarlo ai giorni nostri. Tanti hanno cercato di farlo, fallendo spesso miseramente.
Nel caso di Cobra Kai, l’esperimento è però andato a buon fine. Il serpente è riuscito a cambiare pelle offrendo più chiavi di lettura.

Cobra Kai è una serie destinata soprattutto a tutti quei ragazzini, ormai diventati grandi, che sono cresciuti con Karate Kid. Ma è anche un prodotto che un ragazzino del 2018 può tranquillamente vedere senza aver visto i film della saga.
La serie della piattaforma YouTube Red è composta da dieci episodi di circa mezz’ora l’uno.
Le vicende prendono il via circa trent’anni dopo il torneo del primo Karate Kid. Ritroviamo Daniel (San) Larusso (Ralph Macchio) e l’ex bullo Johnny Lawrence (William Zabka), ex stella del Cobra Kai.

Daniel ha una vita perfetta: una famiglia felice, una vita agiata, un lavoro come proprietario di un concessionario di auto di lusso.

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Lei volele bonsai?

Johnny invece è la sua antitesi: vivacchia tra un lavoretto e l’altro, è a un passo dall’alcolismo, è un padre assente. Forse se non avesse ricevuto quel calcio della gru in faccia nella finale del torneo di trent’anni prima la sua vita avrebbe preso un’altra piega.
Ma quel calcio in faccia Johnny lo riceve ogni giorno, quando vede i cartelloni con il faccione del suo ex rivale sparsi per la città.

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Al contrario del film i ruoli si ribaltano.  L’ex “cattivo” dei film diventa il protagonista. E iniziamo a tifare per lui, sperando che riesca a prendersi una rivincita su Daniel.
Badate bene per che non ci sono più buoni e cattivi in questa serie, ma due punti di vista opposti sulla stessa vicenda.
La dicotomia buono/cattivo, in cui di fatto ci imponevano da che parte stare è figlia di quelli anni Ottanta a cui si ispira la serie.

La storia in sintesi è questa: dopo aver salvato il giovane Miguel da dei bulli,  Johnny decide di insegnarli lo stile del Cobra Kai e riaprire il dojo. Lo stile di combattimento insegnatogli all’epoca dal suo sensei Kreese (strike first, strike hard, no mercy), viene reinterpretato dall’ex bulletto della Valley e diventa una filosofia di vita per tutti quei ragazzini sfigati che decidono di iscriversi al dojo.

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William Zabka è perfettamente a suo agio nei panni del novello Maestro Miyagi, mentre l’interpretazione di Ralph Macchio sembra a volte un po’ sottotono.
La serie riesce a dare il giusto spazio sia alle vicende degli adulti sia a quelle della nuova generazione.
Gli appassionati della serie troveranno citazioni più o meno velate durante l’arco dell’intera serie e al termine di ogni puntata non potrete fare a meno di guardarne un’altra.

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Vi ricorda niente quella posa?

Cobra Kai è la serie rivelazione del 2018. Il rischio flop era dietro l’angolo, ma la sensazione nel guardarla sarà quella di un prodotto che trasuda amore da tutti i pori. Non c’è bisogno di scomodare un critico cinematografico per capire quanto amore registi, sceneggiatori e attori ci abbiano messo per la realizzazione di quest’opera.
Un prodotto che riesce a dosare sapientemente momenti seri e toccanti (il dialogo di Daniel sulla tomba del Maestro Miagy), con gag esilaranti (ogni volta che Johnny critica il perbenismo imperante della società odierna). Il binge watching è assicurato.

Se vi è piaciuto l’articolo condividetelo dove più vi aggrada!

Stay nerdish, stay foolish!

 

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