Amami, Lara. Prima parte

lara croft

Natale 1996. Per Playstation e Pc usciva Tomb Raider. Un gioco che avrebbe rivoluzionato il mondo videoludico. Lara Croft – la sua protagonista – diventerà presto un fenomeno pop. È stata una delle prime eroine (assieme a Samus Aran, ricordate?) a farsi largo in un’industria dei videogiochi in cui molto spesso le donne avevano solo un ruolo di supporto, di principesse da salvare o di streghe cattive. Il mix perfetto di emancipazione, forze e intelligenza ha reso Lara un personaggio unico. Parla molte lingue; sa usare una vasta gamma di armi; è nata da una famiglia aristocratica inglese ma ha deciso di fare l’archeologa avventuriera. Come non amarla? E quante località – esotiche e non – abbiamo visitato assieme a lei. Giusto per farvi un’idea date un’occhiata alla mappa fornita da Wikipedia:

Tomb Raider   Wikipedia  the free encyclopedia

Il processo di iterazione di Lara iniziò nel 1993 quando l’azienda Eidos Interactive si affidò alla Core Design per la creazione di un gioco d’avventura. In principio fu concepita come personaggio maschile non dissimile da Indiana Jones finché un certo impiegato della Core Design Toby Gard (il creatore di Lara Croft) fece uno sbaglio. Il programmatore stava lavorando al design di una donna quando accidentalmente incrementò le dimensioni del seno del 150 per cento. Il team di sviluppo insistette per lasciarla così. La mossa si rivelò vincente. La compagnia si ritrovò dall’avere un deficit di 2,6 milioni di dollari ad un profitto di 14,5 milioni dopo il debutto di Tomb Raider. Lara aveva gli occhi del mondo puntati su di lei. Iniziò ad essere testimonial di innumerevoli pubblicità come quella per costumi, carte di credito, video musicali e tanto altro ancora.

Tomb Raider (1996)

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La prima incarnazione di Lara consisteva in 540 poligoni. Per il modello promozionale se ne utilizzarono un po’ di più. Il suo seno prosperoso era ancora più evidenziato dalla vita e dal collo stretto. Durante il gioco appare senza coda: all’epoca non c’erano abbastanza poligoni.

Tomb Raider II (1997)

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Il secondo capitolo è molto più frenetico del primo ma non viene trascurato il lato esplorativo. Da molti è considerato il miglior capitolo della saga. Anche da noi (per motivi affettivi). Alle prese con un clan mafioso veneziano Lara girerà per la Grande Muraglia, Venezia, abissi sottomarini e molto altro ancora. La scollatura si abbassa, i lacci delle scarpe da rossi diventano bianchi e appare la coda di cavallo. In questo episodio l’inglesina cambierà d’abito, guiderà mezzi di trasporto e avrà a disposizione un armamentario degno di un esercito. Da questo capitolo in poi i capitoli saranno doppiati in italiano e a dare la voce alla signorina Croft sarà la mitica Elda Olivieri.

Tomb Raider III (1998)

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Una trama sempre più cinematografica, nuove abilità (lo scatto in corsa, camminata a gattoni, possibilità di aggrapparsi ai soffitti), nuovi veicoli (quad, canoa, gommone, carrelli minerari) non sono le uniche novità di questo capitolo: vengono infatti aggiunti dei livelli a bivio in cui è possibile prendere strade diverse.

Finisce qui la prima parte di questa disamina di Lara Croft. Se vi è piaciuto questo articolo sapete già cosa fare.

Stay nerdish, stay foolish!

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