Bone di Jeff Smith, capolavoro indie americano

personaggi bone jeff smith

Il mondo dei comics americani non è composto solo da grandi case editrici (Marvel e Dc su tutte), ma anche da realtà più piccole e modeste.  A volte perfino gli stessi autori creano la propria linea editoriale per pubblicare le loro serie così da poter essere liberi da vincoli di ogni sorta. L’esempio più famoso è quello di Cerebus di Dave Sim, che è tuttora il fumetto indipendente più longevo della storia con i suoi trecento numeri autopubblicati dal 1977 al 2004. Un altro esempio di fumetto indipendente americano è Bone la serie creata, scritta e disegnata da Jeff Smith.  Vi consigliamo di ingrandire le immagini perché ogni vignetta è uno spettacolo per gli occhi!

 La serie consta di 55 numeri pubblicati nell’arco di più di dieci anni, dal 1991 al 2004. Il suo primo numero fu pubblicato per la casa editrice appositamente creata per la serie: la Cartoon Books. Il numeri che vanno dal 20 al 27 furono invece pubblicati per la Image, per poi poi continuare la serializzazione con la Cartoon Books.
La storia di Bone ruota intorno ai tre cugini Bone: Phoney Bone, avaro ed egoist; Smiley Bone, distratto e sempliciotto e  Fone Bone, un essere molto tenero e gentile. Già, perché i Bone sono piccole e buffe creaturine candide e paffute, non meglio identificate, rassomiglianti a dei simpatici marshmallow con le gambe.

I tre cugini Bone da Boneville. Da sinistra: Fone Bone, Phoney Bone e
I tre cugini Bone da Boneville. Da sinistra: Fone Bone, Phoney Bone e Smiley Bone

fone boneDurante il corso di 55 numeri la serie ha vari cambi stilistici. Inizialmente sembra essere una lettura con personaggi graziosi e divertenti, accompagnata da momenti davvero esilaranti; in seguito si andrà trasformando, i toni diventeranno più seri con richiami all’opera fantasy del Signore degli anelli di J.R.R. Tolkien, ma Smith strizza anche l’occhio alle fiabe dei fratelli Grimm e al Mago di Oz di L. Frank Baum.
Se Smith avesse voluto fare di Bone un’opera teatrale, invece che un fumetto, ne sarebbe venuta fuori un’opera altrettanto eccellente.
bone_03003Questo perché la sceneggiatura di Bone ha tutti i requisiti di una buona opera letteraria: una trama interessante, ben strutturata, dove l’amore, l’umorismo, l’azione e un leggero tocco di horror si mescolano armoniosamente, dove i personaggi sono approfonditi, ognuno con un proprio carattere, definito, differenziato, che crea conflitti, risolve problemi, che mostra, a volte con intensità, e sempre senza pretenziosità,  le capacità e le passioni dell’animo umano. Una menzione a parte meriterebbe la componente religiosa, in sottofondo in tutta l’opera (che la capitale del regno si chiami Atheia non è un caso) e suscettibile di diverse interpretazioni.

Ma quello che colpisce di più di Bone è la componente grafica, tanto che a volte sembra di stare leggendo un cartone animato. L’arte di Jeff Smith è debitrice di numerosi maestri dell’arte sequenziale. Nelle sue tavole si può notare l’influenza di Will Eisner, Cark Barks, George Herrimann,  Osamu Tezuka e di tanti altri, in un’opera che combina differenti stili grafici: dal realismo più impressionante all’iconismo più divertente, passando per l’astrazione più radicale (incarnata dalla cimice Ted), il tutto dotato di un’unità sorprendente. Oltre alla tradizione grafica cui si appoggia Jeff Smith utilizza una fluidità nel tratto, una precisione delle linee e un’armonia tra bianco e nero perfette.

Un eccellente sequenza con Bone, nonna Ben e Thorn nel mezzo di una tormenta
Un’eccellente sequenza con Bone, nonna Ben e Thorn nel mezzo di una tormenta

La narrazione funziona con uno schema semplice di sei vignette che salta a volte (ovviamente) per esigenze di copione. Anche i ballon sono delle piccole chicche e possono perfino entrare dalle finestre o uscire dai cappucci. Non sono presenti quelli di “pensiero” (solo dialoghi) e in ogni istante ci fanno capire lo stato d’animo dei personaggi.

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Esempio di impostazione della tavola a sei vignette.  Da notare l’originalità dei balloon ad evidenziare la misteriosità del personaggio

Per tutti questi motivi Bone ha vinto numerosi premi: dieci Eisner Award e undici Harvey  Award dovrebbero essere degli argomenti sufficienti a convincervi della sua qualità.
Una lettura più che consigliata, anzi obbligatoria. L’opera è stata recentemente ristampata dalla Bao Publishing in un unico  volume.  35 euro per 1300 pagine. Decisamente un affare.

Se l’articolo è stato di vostro gradimento ricordatevi di condividerlo dove più vi piace! E una volta che avrete letto Bone (o anche senza averlo letto) commentate qui sotto!

Stay nerdish, stay foolish!

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