Le armi delle Tartarughe Ninja

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A noi di Non è un paese per nerd piace accontentare i gusti di tutti. Oggi parleremo di animali. Tartarughe per l’esattezza. Quattro tartarughe mutanti che vivono nelle fogne di New York. Avete capito di chi stiamo parlando?Proprio loro le Tartarughe Ninja! Leonardo, Michelangelo, Donatello e Raffaello sono stati gli idoli dei bambini cresciuti negli anni Ottanta e Novanta. Nel cartone animato le tartarughe sono riconoscibili dai colori delle fasce che portano sulla fronte. E per le loro armi. Le katane, i nunchaku, il bō e i sai saranno gli argomenti del post di oggi (le fonti sono Wikipedia e il maestro Splinter). In guardia!

 La katana
katana leonardo

Leonardo, il leader del gruppo, combatte con due katane, le famose spade giapponesi usate dai samurai caratterizzate dalla lunga lama curva. Nonostante Leonardo le porti dietro la schiena il carapace, i samurai erano soliti portarle con il filo rivolto verso l’alto, in modo da poterle sguainare velocemente con abili movimenti, e facendo sì che il filo della lama non si danneggiasse nel tempo sfregando, a causa della forza di gravità, contro l’interno del fodero. Quest’arma era affiancata da un’altra spada più corta: il wakizashi. Pur essendo degli strumenti di morte è innegabile che queste spade siano delle vere e proprie opere d’arte. Nel periodo Kamakura (1181-1330) si formarono cinque scuole di maestri spadai: la scuola Yamashiro, Mino, Soshu, Bizen e Yamato. Cinque scuole che corrispondo a cinque diverse zone del Giappone e che contraddistinguono le lame per il cd. “hamon”: particolare tipo di tempra “differenziata” tra dorso e filo che produceva una linea di colore leggermente diverso sul tagliente.

Il nunchaku
nunchaku michelangelo

Michelangelo, il giocherellone del gruppo, è esperto nel combattimento con i nunchaku. Questi due bastoni corti uniti da una catena o da una corda sono entrati nell’immaginario collettivo grazie al film del 1972 con  protagonista Bruce Lee Dalla Cina con furore.  Importati dai cinesi nelle isole giapponesi, i nunchaku venivano utilizzati dalle classi più povere, come i contadini, per proteggersi dai soprusi non potendo permettersi delle costose armi convenzionali.

Il bō
bo donatello
Donatello potremmo definirlo il nerd del gruppo: è amante dell’informatica e inventa spesso dei congegni molto utili per risolvere i guai dei nostro eroi. La sua arma è un bastone chiamato bō. Nel 1609 il clan Satsuma prese il controllo dell’isola di Okinawa e mise al bando ogni tipo di arma, lasciando indifesi gli isolani. Per proteggersi dalle spade dei samurai gli abitanti di Okinawa utilizzarono, come accennato sopra, una nuova arte marziale: il kobudo. Essa permetteva di utilizzare gli utensili di tutti i giorni per difendersi.  Il principio d’uso del bō è l’aumento della forza del colpo tramite la leva. Vengono utilizzati fendenti e colpi di punta, oltre a tecniche di disarmo e di immobilizzazione, nonché leve articolari. I movimenti prodotti dall’utilizzo del bō compongono spesso cerchi, semicerchi e sfere, difendendo l’utilizzatore dagli avversari da ogni lato, tenendoli lontani e permettendo di attaccarli senza che possano avvicinarsi.

Il sai
sai reaffaello
Raffaello, la rabbiosa e impulsiva tartaruga, utilizza i sai. Il sai è un’arma costituita sostanzialmente da un’asta centrale appuntita ai cui lati sporgono, partendo dall’impugnatura (tirapugni), due proiezioni non affilate dette tsuba. Nel sai tradizionale il rostro centrale appuntito è arrotondato mentre in alcune versioni successive la sezione del rostro centrale ha una forma ottagonale. La forma degli tsuba nel sai tradizionale è a semicerchio, o squadrata, rivolta in avanti in modo simmetrico. Secondo alcune ipotesi, come per i nunchaku, il sai in origine era un utensile agricolo utilizzato per piantare il riso, per fare delle misurazioni o addirittura per bloccare le ruote dei carri, ma considerato che di queste teorie non ci sono giunte prove certe è plausibile presumere che il sai potrebbe essere nato già come arma vera e propria allo stesso modo delle spade. Per il sai sono previste svariate tecniche di utilizzo dell’arma in modo che chi la impugna ne possa fare un uso letale o non letale; infatti il sai viene normalmente usata per colpire d’impatto (non letale) ma può essere anche usata in affondo di punta per colpire con velocità il torso in corrispondenza del plesso solare. Altra peculiarità del sai è legata proprio alla forma dell’arma, ovvero la possibilità, avendone la maestria, di difendersi dall’attacco di una spada riuscendo a bloccarne la lama tra il rostro centrale e uno degli tsuba.

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Stay nerdish, stay foolish!

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