I tre grandi astri di pigrizia giapponesi. Terza parte

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Ultimo appuntamento con la rubrica dedicata ai tre grandi astri di saggezza giapponesi (ripescatevi le puntate precedenti cliccando QUI e QUI). Oggi parliamo del terzo astro, un mangaka straordinario che, ahinoi, è affetto da questo malattia incurabile. Buttiamoci a capofitto nella lettura di questo post!
Il terzo grande astro di pigrizia giapponese è… Yoshihiro Togashi, autore di Yu degli spettri e Hunter x Hunter, uno degli shonen più acclamati degli ultimi anni.

yoshihiro togashi
Può sembrare un giapponese qualunque ma quest’uomo è un genio! E anche molto pigro.

 La serializzazione del manga è iniziata in Giappone nel 1998 sulla rivista Weekly Shonen Jump ed ha all’attivo trentadue tankobon. In Italia l’opera di Togashi è pubblicata da Planet Manga dal 2004.

Ad una prima lettura, e giudicando il manga dalla sua prima copertina, Hunter X hunter potrebbe sembrare uno shonen infantile. Niente di più sbagliato.

Mai giudicare un manga dalla copertina. Mai.
Mai giudicare un manga dalla copertina. Mai.

Il protagonista è Gon Freecss, un bambino che come caratterizzazione grafica e background sembra essere un omaggio di Togashi al sensei Akira Toriyama. Gon vive nella Gon-Potclinforesta assieme alla zia e insegue il sogno di diventare un Hunter e ritrovare suo padre. Non molto originale, vero? Una volta addentrati nella lettura ci si rende conto che questo manga è totalmente diverso dalla maggior parte degli shonen pubblicati. La trama tocca vette invece inesplorate, in cui l’autore dimostra un’accuratezza nella caratterizzazione psicologica e relazionale dei personaggi davvero rara. La descrizione e le funzionalità del nen in qualità di “aura” mostrano un equilibrio e una complessità che difficilmente potremo trovare in un manga di combattimento: è assolutamente affascinante il fatto che i poteri nen in unschema10 individuo si sviluppino a seconda delle proprie inclinazioni personali e del modo in cui si è cresciuti e si vive, e Togashi ne spiega i passaggi con un’attenzione tale da farli sembrare cenni di psicoanalisi. Inoltre il nen a diverse sottoclassi che lo compongono (ten, ren, zesu che ogni persona deve imparare per controllare al meglio il nen) e si può, in aggiunta, dividere in sei categorie a cui una persona può appartenere (potenziamento, emissione, trasformazione, specializzazione e materializzazione). In sostanza è un sistema molto complicato ma anche intrigante che rende i combattimenti interessanti e mai banali.
HisokaI personaggi sono un altro dei punti forti del manga. Chi è malvagio non lo è mai completamente, e soprattutto non lo è esclusivamente per sua natura, ma per tutti gli agenti esterni o contingenti che lo hanno toccato. Kurapika_stopping_bullets_with_the_Dowsing_Chain È meraviglioso poi quanto ogni piccolo particolare non sia mai lasciato al caso, ma ricompaia magari dopo molti capitoli come elemento chiave per la risoluzione della trama. Il personaggio di Hisoka, in bilico tra follia e genialità, è una delle figure più eccentriche e meglio caratterizzate che abbia mai visto; Kurapika pur di vendicare lo sterminio del suo clan  è pronto ad allearsi con dei mafiosi; Killua all’apparenza un simpatico ragazzino è un killer spietato.
Altro punto forte di questo manga è la straordinaria abilità di Togashi profilo di killua pensierosodi reinventarsi ambientazioni che cambiano totalmente da una saga all’altra: si inizia con un’atmosfera avventurosa alla One piece, passando per combattimenti all’interno di un’Arena (alla Dragon ball, anzi, dovrei dire alla Yu degli spettri, prima opera di Togashi), fino ad arrivare10 all’eccezionale atmosfera dark/noir della saga di York City. Successivamente la tensione accumulata con quest’ultima saga viene smorzata con Greed Island. In questa parte dello shonen Togashi si sbizzarrisce. Le atmosfere sono tipiche dei giochi di ruolo (RPG) e viene introdotto il sistema delle carte tipico di Magic:The gathering.  Si arriva gin freecsspoi alla saga delle Formichimere, brutale e cruda come poche in uno shonen. Negli ultimi capitoli pubblicati Togashi stupisce tutto facendo scomparire del tutto Gon, protagonista indiscusso del manga per concentrarsi su Leolio, Kurapika e… il padre di Gon!

Un manga che sembra avere tutte le carte in regola per entrare nell’olimpo degli shonen se non fosse che Togashi fa spesso delle pause. Inizialmente dovute a motivi di salute, e questa continua ad essere la versione ufficiale. Ma qualcosa ci fa pensare che la causa sia il virus della pigrizia. Negli ultimi capitoli e in particolare modo nella saga delle Formichimere le  tavole di Togashi appaiono abbozzate e poco particolareggiate rispetto agli standard a cui ci ha abituato. Problemi di salute o pigrizia? I capitoli escono sempre più lentamente. Nel 2013 non ne è stato pubblicato neanche uno. E al contrario di Hagiwara e Miura, il buon Togashi sembra avere un piano ben preciso su dove fare andare a parare la trama. Quest’anno le speranze dei nerd di tutto il mondo si sono riaccese quando la casa editrice Shueisha ha annunciato la ripresa della serializzazione. Speranza vana. Il virus della pigrizia non perdona. Le ultime tavole sono state pubblicate ad agosto. Da allora Togashi dorme un sonno profondo. Ma tra un riposino e l’altro ha anche trovato modo di sposarsi con Naoko Takeuchi, l’autrice di Sailor Moon e avere due figli.

Se Hunter x Hunter è ad un punto morto è anche per colpa sua!
Se Hunter x Hunter è ad un punto morto è anche per colpa sua!

Finisce questo viaggio alla scoperta degli autori più pigri del panorama fumettistico giapponese. Spero vi siate divertiti nel leggere questa rubrica! Se avete suggerimenti, apprezzamenti o lamentele scrivete pure un commento. E condividete. Condividete sempre.

Stay nerdish, stay foolish!

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5 pensieri su “I tre grandi astri di pigrizia giapponesi. Terza parte

  1. Come dicevo nell’altro commento non si tratta di pigrizia ma di problemi alla schiena che gli impediscono di passare il dovuto tempo sulle tavole da disegno, e per esperienza personale posso dire che è faticoso mantenere certe posizioni. Trovo ingiusta la cattiveria che dimostrano certi lettori sui social o i forum. Da una chiacchiarata con un fumettaro pare che per gli ultimi capitoli sia stato aiutato da sua moglie (che sicuramente è tra le cause del suo mal di schiena!!)
    PS: non avevo dubbi che gli altri fossero il tipo di Bastard!! e Miura 😀 però non son d’accordo sul fatto che Miura non abbia le idee precise ma ne riparliamo nella sede appropriata.

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      1. Io mi auguro che diventi meno prolisso XD l’ultimo volume è uno spiegone su uno spiegone, mi sale l’ansia solo a guardarlo, l’ho piantato li sul comodino dopo quattro capitoli.

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      2. Magari Togashi riuscirà a finire l’opera sottoforma di romanzo! E’ diventato estremamente prolisso e non sto apprezzando l’evoluzione (o involuzione) del suo stile grafico. La perfezione grafica , per me, è stata raggiunta durante la saga di Greed Island.

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