I tre grandi astri di pigrizia giapponesi. Seconda parte

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Non ho potuto indugiare oltremodo. Dopo la rivelazione del primo astro di pigrizia giapponese (cliccate qui se ve la siete persa) il popolo ha chiesto a gran voce la seconda parte. E io mantengo sempre le promesse che faccio.

papa francesco sorridente.
Un raggiante Papa Francesco dopo aver letto questo post.

Andiamo tosto a scoprire chi è l’autore misterioso di oggi. Siete pronti? Seguitemi…

Il secondo astro di pigrizia giapponese è: Kentaro Miura autore di Berserk.

foto in bianco e nero di Kentar
“Sono troppo pigro per concludere Berserk!” (cit. Kentaro Miura)

Il seinen vede la luce nel 1989 sulla rivista Young animal e diventa ben presto la serie di punta della casa editrice Hakusensha. Nei nostri lidi Berserk è stato uno dei primi titoli ad essere pubblicato dall’allora Marvel Manga nel lontano 1996, nel cosiddetto formato sottiletta (ossia meno pagine rispetto ai volumi originali). In Italia quest’opera ha sempre goduto di un ottimo successo tanto da avere all’attivo tre ristampe: Berserk Collection (stesso numero di pagine dei volumi originali), Maximun Berserk (volumazzi enormi e in grande formato) e Berserk Collection serie nera.
I suoi elementi vincenti sono violenza, sesso, sangue a fiumi, elementi horror e fantasy.  E spade, In particolare una spada. Una spada enorme! L’Ammazzadraghi!

gastu con spada visto di profilo
Le dimensioni contano. Contano, eccome.

La storia è ambientata in una sorta di medioevo impregnato di spiritualismo e inintelligibilità. Protagonista delle vicende è Gatsu, oscuro personaggio costantemente ottenebrato dalla rabbia e dal desiderio di vendetta. La storia in breve e senza pretendere di essere esaustivo è questa: Gatsu è un mercenario abituato fin dalla tenera età alla violenza. Passando la sua vita da una compagnia mercenaria all’altra incapperà nella Squadra dei Falchi capeggiata dal carismatico Grifis.

grifis con spada
Grifis posa per una nota marca di shampoo.

e dove si innamorerà (usiamo un eufemismo) della mercenaria Caska.

caska con spada
Una bella figliola, davvero.

I guai (non che prima non ce ne fossero) iniziano a presentarsi quando Grifis quasi in punto di morte, pur di salvarsi a causa di un amuleto in suo possesso invoca la Mano di Dio, un gruppo di demoni davvero cazzuti, cui si unirà il ragazzo dalla bianca chioma rinunciando alla sua umanità e reincarnandosi dell’arcidemone Phemt. Grifis sarà artefici di ogni più efferato crimine; annienterà tutti i suoi compagni della Squadra dei Falchi e violenterà Caska, che tra le altre cose era incinta di Gatsu. E diventerà pazza per il trauma subito. Potete capire che il nostro antieroe sarà un filino “ingatsatu“. E qui arriviamo al titolo del manga. Il nostro Gatsu per quanto grande e grosso è pur sempre un essere umano e per fronteggiare questa minaccia utilizzerà l’armatura nera del Berserk: un’armatura in grado di dargli una forza sovrumana ma che lo consumerà nell’anima facendolo andare in uno stato di furia omicida ogni volta che lo indossa. Proprio come gli antichi berserker vichinghi.

gatsu armatura nera berserk
Potenza! Capoluogo della Basilicata.

Nightmare-BattlefieldIl tratto di Miura si discosta notevolmente dai canonici nipponici. Le sue tavole sono state sin da subito molto dettagliate ed il tratto è andato migliorando capitolo dopo capitolo raggiungendo picchi che rasentano la perfezione. Evidente appare l’influenza dei racconti di H.P. Lovecraft. Kenshiro_VS_Gatsu_by_Kenshir0HIl personaggio di Gatsu con il fisico possente, i capelli neri e lo sguardo malinconico sembra ricordare il Kenshiro di Hokuto no Ken di Buron Son e Testuo Hara e la cura minuziosa delle ambientazioni confermano la profonda conoscenza del sensei della storia medievale e rinascimentale come, ad esempio, le mura e il castello che ospitano i nobili nella parte alta, e le casupole diroccate, dimore della plebe nella parte bassa, nei dettagli che raffigurano sculture e affreschi all’interno dei palazzi o le caratteristiche tenute cerimoniali nobiliari. Infine, la svolta fantasy che ha avuto negli ultimi anni quest’opera potrebbe far pensare all’influenza di Tolkien.
Una vasta cultura quella di Miura, dovuta anche al fatto che è un pigro, un astro di pigrizia, e dedica la maggior parte della sua via all’otium letterario per documentarsi. Le sue pause comunque non sono paragonabili a quelle del maestro Hagiwara. In media l’autore, quando va bene, pubblica sei capitoli all’anno. Eiichiro Oda, autore di One Piece, ma anche Masashi Kishimoto, autore di Naruto (avete letto l’articolo sulla fine di Naruto? Fatelo cliccando QUI) ne pubblicano in media una quarantina all’anno. Essendo una serie di successo, potete immaginare quanto possa soffrire un patito di quest’opera. Sofferenze indicibili. Inoltre, ultimamente un sospetto si sta insinuando nelle menti dei lettori… Il sospetto che Miura, così come Hagiwara con Bastard!!, non sappia dove far andare a parare la trama! Il sensei tergiversa, non risponde alle telefonate, si barrica in casa. Prove sospette. Molto sospette. Ma l’elemento che conferma questa teoria è che Kentaro Miura pur di non disegnare Berserk ha deciso… di mettersi al lavoro su un’altra opera!

gatsu furioso
                        E che “Gatsu”!

Gigantomachia il titolo del manga in questione, una miniserie in sette episodi ambientata cento milioni di anni avanti nel futuro. I fan non l’hanno presa benissimo.
Ma le miniserie,  si sa, finiscono in fretta ma Miura ha stupito tutti ricominciando a rimettersi all’opera. Che stia guarendo dalla sua irraggiungibile pigrizia? Solo il tempo potrà dircelo…

Bene, termina qui il secondo appuntamento della rubrica dedicata ai grandi astri di pigrizia giapponesi.

La prossima settimana sveleremo il nome del terzo e ultimo astro, quindi rimanete sintonizzati!

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Stay nerdish, stay foolish!

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3 pensieri su “I tre grandi astri di pigrizia giapponesi. Seconda parte

  1. Eccomi a commentare anche qua 🙂 Berserk lo sto rileggendo proprio in questo periodo, sono ancora all’inizio durante il flashback, l’apice di tutta l’opera a mio modo di vedere.
    A scanso di equivoci è chiaro che l’articolo sia volutamente scherzoso ma è un dato di fatto che rispecchi il pensiero comune dei lettori ed è soprattutto a loro che mi riferisco rispondendo e commentando il tuo articolo.
    E poi a me piace andare controcorrente, se no che gusto c’è a parlarne?
    Comincio parlando delle influenze, son d’accordo su quelle che citi, in qualche modo Gatsu somiglia a Kenshiro pur essendone quasi l’opposto caratterialmente, su Tolkien non mi sbilancio, non sono un grande fan della sua opera e sugli elementi fantasy ci torno dopo, ma la maggior influenza proviene dalle opere di Go Nagai (quello di Devilman, Mazinga, Jeeg e tanti altri per intenderci ma non credo ci sia bisogno di spiegazioni), il rapporto tra Gatsu e Grifis è molto simile a quello di Akira Fudo/Devilman con Ryo Asuka/Satana, mentre in Violence Jack ci sono intere sequenze che sembrano riprese pari pari in Berserk, erotismo e violenza estrema compresi. Lo stesso Jack nella lotta è una furia al pari di Gatsu. Tornando agli elementi fantasy è idea comune che sia una piega degli ultimi volumi ma in realtà sono elementi presenti sin dall’inizio nell’opera, l’elfo Pak c’è sin dal primo capitolo, certo le armi fatate arrivano ben dopo ma tutto fila liscio senza forzature nella trama. I tempi lunghi di pubblicazione non sono paragonabili a opere più semplici come One Piece, i capitoli di Berserk mediamente sono lunghi una quarantina di pagine che con gli anni si son fatte sempre più dettagliate tanto da sfiorare la follia, Miura sembra cercare la perfezione e questa perfezione necessita molto più tempo rispetto alle tavole più “semplici” di Oda e altri autori. E non sono d’accordo con chi sostiene che non sappia dove andare a parare, sicuramente dopo tutti questi anni la sua idea si sarà evoluta, non sarà rimasta identica a quella degli esordi ma tutto fila, anzi ad una lettura continua tutto acquista senso, come dicevo poco fa non ci sono forzature. Su Gigantomachia, che non ho letto e dubito leggerò in futuro, non penso sia una prova della sua mancanza di idee, anzi ci sta il volersi distaccare da quella che è stata praticamente la sua vita per gli ultimi 30 anni, avrà anche voglia di slegarsi da Gatsu e compagnia, o comunque di prendere un po’ di respiro. Sicuramente potrebbe farlo ancora meglio una volta conclusa tutta la serie.
    Chiudo qua se no scrivo un poema e ti tranquillizzo dicendoti che Bastard!! non lo leggo, ci ho provato ma poi l’ho abbandonato, per cui sei salvo 😀

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